Il fondo

Quando progettiamo un acquario d’acqua dolce, capire quale fondo utilizzare è forse una delle decisioni più delicate che siamo chiamati a prendere. 

Infatti, dalla scelta dello stesso, dipenderà quella di ogni altro elemento della vasca: se esso verrà selezionato preventivamente, condizionerà in larga misura tutte le scelte successive; al contrario, se sarà l’ultima cosa a cui penserai, sappi che prima procedere al suo acquisto dovrai considerare tutti gli elementi che ti sei già procurato.

Come sempre, il nostro consiglio è quello di effettuare un’operazione di progettazione preventiva e globale, che consideri tutti gli elementi della vasca come un tutt’uno: in quest’ottica, tieni sempre in considerazione che il fondo ha un ruolo fondamentale, e dovrebbe essere una delle prime cose su cui riflettere.

Immagina di trovarti nella spiacevolissima situazione (nella quale tra l’altro molto comunemente si sono trovati diversi dei nostri clienti) di capire, a vasca già avviata, che le problematiche che stai riscontrando o i risultati che non arrivano pur aspettandoteli, dipendono proprio da una scelta errata del substrato: quest’ultimo non è un semplice elemento d’arredo che si può rimuovere o sostituire facilmente, ma, al contrario, in caso di errore sarai costretto a smontare completamente l’acquario. In particolare, se ciò dovesse accadere perché hai pensato erroneamente di poter limitare le spese selezionandolo solo in base al suo costo, constaterai che per un apparente risparmio economico sarai costretto a ripartire da zero, rischiando di danneggiare piante e pesci già inseriti e a subire un’enorme perdita di tempo. 

Per tutti questi motivi, ti assicuriamo che richiedere una consulenza a professionisti del settore che sappiano consigliarti su quali prodotti orientarti, o che addirittura possano assisterti nella fase di progettazione e allestimento, in molti casi non solo comporterà una soddisfazione tale da portarti ad appassionarti ancora di più a questo settore, ma costituirà un vero e proprio risparmio economico.

Con questo articolo, vogliamo darti delle indicazioni di base per scegliere il substrato del tuo acquario. Analizzeremo, dunque, i principali tipi di fondo esistenti, chiarendo quali sono le differenze tra l’uno e l’altro. Inoltre, troverai dei consigli per posizionarlo correttamente in vasca trasformandolo in un vero e proprio elemento di arredo.

Ad ogni vasca il suo fondo

In linea di massima, il primo consiglio che sentiamo di darti è sicuramente che il fondo non deve essere un prodotto economico: un fondo di qualità, al contrario, è un prodotto nel quale è giusto e doveroso investire.

In secondo luogo, il fondo, oltre ad avere una specifica funzione, nell’acquario naturale diventa un vero e proprio elemento d’arredo. Per questo motivo, ti sconsigliamo assolutamente di utilizzare substrati colorati artificialmente, che, oltre a contenere coloranti chimici nocivi per la vasca, eliminano totalmente il concetto di “naturale” dal paesaggio sommerso che stai costruendo. Inoltre, quando scegliamo il colore del fondo, dobbiamo pensare anche ai colori degli altri elementi, affinché si possano creare contrasti ed abbinamenti esteticamente gradevoli, così come a quelli dei pesci che abbiamo intenzione di introdurre: in particolare, le livree di questi ultimi possono variare sensibilmente a seconda del colore del fondo.

Anche la granulometria è importante per la resa finale del substrato, sia in termini estetici che in termini funzionali: basti considerare che alcuni tipi di pesci richiedono necessariamente la presenza di un fondo sabbioso. 

In particolare, possiamo tentare di classificare come segue alcuni dei substrati più utilizzati:

  • Ghiaia (in vari colori e granulometrie)
  • Sabbia
  • Lapillo vulcanico
  • Fondi fertili

Questi ultimi meritano un approfondimento: infatti, quando progettiamo un acquario, dobbiamo necessariamente differenziare i fondi inerti dai fondi fertili.

I primi, sono dei fondi privi di sostanze nutritive e possono essere utilizzati nei plantacquari purché si proceda regolarmente ad una fertilizzazione dell’acqua. I fondi fertili, al contrario, sono fondi molto ricchi di sostanze nutritive, e si rivelano quanto mai utili nel caso volessimo inserire in vasca piante che radicano a terra, e che dunque avrebbero la possibilità di assorbirle regolarmente.

Un fondo fertile molto utilizzato e conosciuto è il fondo allofano: è costituito da miscele di argille porose ricche di sostanze nutritive che vengono lentamente rilasciate in acqua. A causa della sua natura, il fondo allofano ha un forte potere assorbente, ed è utilissimo quando si allestisce un acquario con rocce calcaree, in quanto stabilizza il KH a livelli molto bassi. Tuttavia, ha lo svantaggio di dover essere dismesso una volta arrivato a saturazione, in quanto inizierà a scaricare in acqua tutte le sostanze precedentemente assorbite, con il rischio di creare eccessi di macro e micro elementi, favorendo l’insorgere delle alghe. Tra i fondi allofani più conosciuti rientrano sicuramente quelli prodotti dalla ADA, in quanto il loro utilizzo nell’acquario naturale è sempre stato uno dei capisaldi di Takashi Amano.

Dunque, scegliere il tipo di fondo, come abbiamo già detto, non è un’operazione che può essere scissa dalle altre: sono molti, infatti, gli aspetti da considerare.

Inoltre, non è detto che vada scelto un unico tipo di fondo per la propria vasca: a seconda della sezione interessata, potremmo optare per schemi diversi, ad esempio utilizzare un fondo fertile solo nelle parti in cui vorremmo inserire piante che radicano a terra, giocando nelle restanti con colori e granulometrie diversi.

Il fondo come elemento d’arredo

Al di là del suo aspetto puramente funzionale, la scelta del colore e della granulometria influirà in modo diretto sull’impatto estetico che avrà la tua vasca.

Come abbiamo visto nel paragrafo precedente, stratificare vari tipi di fondo ti permetterà di creare una divisione naturale delle sezioni del tuo acquario, creando dinamicità.

La prospettiva e la profondità, all’interno dello spazio ristretto della vasca, possono essere create proprio mediante il corretto posizionamento del substrato. Infatti, anziché optare per uno strato omogeneo, sarà necessario creare dei dislivelli che metteranno in risalto le varie zone della vasca. Per ottenere tale risultato, una tecnica è quella di mantenersi più bassi in prossimità del vetro frontale e salire man mano che ci si sposta verso quello posteriore.

Conclusioni

L’obiettivo che abbiamo cercato di raggiungere attraverso questo articolo, è quello di farti capire quanto il settore dell’acquariologia sia delicato. Sebbene per molti utenti gli argomenti trattati potrebbero essere già noti, secondo la nostra esperienza sappiamo benissimo che un neofita ha molta difficoltà nel districarsi tra i tantissimi prodotti esistenti.

In particolare, se stai approcciando per le prime volte a questo mondo, sappi che ti trovi di fronte a due alternative: la prima, è provare a metterti in gioco da autodidatta. Vogliamo essere sinceri, e dunque ti diremo che ciò è assolutamente possibile; tuttavia, devi partire dal presupposto che questo comporterà sicuramente una certa quantità di errori, che, se saprai riconoscere e correggere, saranno le effettive opportunità di apprendimento. È ovvio che, però, dovrai essere disposto ad investire una quantità ampia di tempo e risorse economiche, infatti potrebbero passare anni prima che tu possa ottenere risultati soddisfacenti.

La seconda alternativa, è quella di affidarti a chi, come Punto Acquario, effettua attività di consulenza (anche a distanza), di progettazione, allestimento e manutenzione di acquari. 

Contattaci per richiederci informazioni, e rimarrai sorpreso dalla flessibilità delle nostre proposte, adatte a tutte le tasche. 

Ti assicuriamo che spesso, ciò che può sembrare una spesa aggiuntiva, non farà altro che farti procedere ad acquisti ed azioni mirate, che comporteranno un notevole risparmio economico e di tempo.

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