Il legno nell’acquario naturale

Introduzione

Il legno, all’interno dell’acquario d’acqua dolce, è probabilmente l’elemento naturale preferito dalla maggior parte degli utenti, sia che si tratti di aquascapers esperti che di neofiti.

Come possiamo, infatti, non rimanere affascinati dalle composizioni che la natura spontaneamente crea con questo magnifico elemento, che, all’interno dell’acquario, ha la capacità di assumere sfumature di colore spesso talmente belle da catturare totalmente l’attenzione dell’osservatore? Infatti, un singolo elemento in legno, ha la capacità di modificare totalmente l’impatto di un aquascape.

Se stai leggendo questo articolo, è proprio perché sei alla ricerca di una guida che ti aiuti a scegliere quali tipi di legno utilizzare, ma soprattutto come inserirli all’interno della tua vasca. 

A tal proposito, in questa sede troverai un elenco di quelle che sono le principali tipologie di legno che si trovano in commercio e quale è la loro differenza rispetto a quelli raccolti in natura. Inoltre, ci occuperemo di elencare i passaggi fondamentali da effettuare prima di inserirli nell’acquario, oltre che alcuni consigli pratici per il loro utilizzo durante la creazione di un hardscape.

Posso utilizzare un legno che ho raccolto?

Questa è una domanda che molto comunemente ci sentiamo porre da chi si rivolge a noi per una consulenza o per l’allestimento del proprio acquario.

Partiamo con il dire che non è indicato usare indistintamente qualsiasi tipologia di legno raccolta: esistono infatti legni teneri e legni duri, e, sebbene sia possibile usarli entrambi, un legno tenero tenderà a marcire più in fretta. Inoltre, alcune tipologie di piante, come quelle molto resinose (ad esempio gli abeti) oppure le piante aromatiche, producono un tipo di legno che potrebbe secernere delle sostanze dannose per i pesci e per la vegetazione. Infine, dobbiamo sempre tenere in considerazione il luogo specifico nel quale abbiamo trovato il pezzo che vorremmo utilizzare, cercando di capire da quale pianta proviene: ad esempio, se troviamo un ramo appartenente ad una pianta da frutto che con molta probabilità è stata trattata con insetticidi, ti sconsigliamo vivamente di usarlo nel tuo acquario. Lo stesso vale per legni raccolti in zone di mare o in zone urbane inquinate e piene di smog.

Un legno preso in natura ha bisogno di essere trattato in modo molto accurato: bisognerà lasciarlo seccare, andrà bollito per eliminare ogni tipo di parassita o sostanza nociva, dovrà essere tenuto in ammollo per almeno due mesi per far sì che si riempia d’acqua e che non torni a galla, ed infine dovremo decorticarlo.

Sebbene il risultato finale possa considerarsi in generale molto soddisfacente, e sebbene sicuramente potrebbe aver apportato un apparente risparmio economico in partenza, per tutti questi motivi riteniamo rischioso utilizzare indistintamente in vasca il legno trovato in natura.

Dunque, è preferibile utilizzare legni specifici che si trovano nei negozi di acquariologia?

Nonostante questo comporti il dover sostenere un’ulteriore spesa, la risposta che sentiamo di darti è sì.

Infatti, gli arredi in legno che si trovano in commercio sono già trattati, sono privi di microrganismi e parassiti che potrebbero rivelarsi dannosi, e la loro riuscita all’interno degli acquari è già perfettamente testata. Quindi, ti assicuriamo che ricorrere a tale tipo di arredo si rivelerà, a distanza di tempo, un investimento sulla salute della vasca. 

L’unica azione preventiva da effettuare prima dell’inserimento in acquario, dovrà essere quella di lavare accuratamente il legno acquistato sotto l’acqua corrente e di metterlo a bagno in un recipiente per far sì che si riempia d’acqua e perda la capacità di galleggiare, oltre che per fargli scaricare i tannini e gli acidi umici, che altrimenti finirebbero per colorare l’acqua dell’acquario.

Sono molti i tipi di legno che è possibile trovare in commercio: i più comuni sono il legno di Mangrovia, le radici di Giava, il legno Jati, il Manila e l’Old Black Wood. Ultimamente è molto comune trovare dei legni decorativi naturali lavorati a mano per ottenere delle composizioni già pronte: un esempio sono i Bonsai Wood della ADA.

Inserire il legno in vasca

Una volta terminata la preparazione, sarà possibile inserire il legno precedentemente trattato e creare delle composizioni insieme alle rocce scelte. Oltre a risultare esteticamente gradevole, una composizione che si basa sull’utilizzo combinato di rocce e legni ha il vantaggio di poter utilizzare le prime come sostegno o punto di ancoraggio per i secondi. Infatti, nonostante l’averli tenuti a bagno precedentemente dovrebbe far sì che essi non tornino in superficie una volta riempita la vasca con l’acqua, sarebbe sempre oppurtuno fissarli alle rocce mediante l’utilizzo di colle e prodotti a base siliconica specifici per l’acquariologia: in questo modo potremmo evitare spiacevoli sorprese. In ogni caso, ricorda sempre di inserire l’acqua in modo graduale, così da poter verificare che tutto rimanga stabile.

Quando realizziamo una composizione per le nostre vasche o per quelle dei nostri clienti, oltre a far sì che essa emani un senso di equilibrio e di profondità, siamo della convinzione che il risultato finale debba dare l’impressione di essere un unico elemento, formatosi a seguito di lunghi e lenti processi naturali: l’impatto deve essere proprio quello di star osservando uno scorcio naturale. Quindi, nonostante sia un bene che la composizione sia articolata e ricca, ricordiamoci sempre di posizionare gli elementi naturali, ed il legno in particolare, in modo semplice ed armonico, cosicché possa trasmettere un senso di assenza dell’intervento umano.

Dopo qualche giorno dall’avvio della vasca, i legni potrebbero ricoprirsi di una patina bianca: ciò è assolutamente normale. Si tratta, infatti, di batteri non nocivi, che spariranno spontaneamente nel giro di qualche giorno e che quindi non vanno assolutamente eliminati manualmente. Inoltre, per qualche tempo, il legno potrebbe continuare ad ambrare l’acqua, ma anche questo è un fenomeno che piano piano, attraverso i cambi parziali, tenderà ad affievolirsi sempre di più.

Conclusioni

Speriamo, con questa breve guida, di averti fornito le informazioni essenziali circa l’utilizzo di questo fondamentale elemento nell’acquario naturale.

A questo punto, non ti rimane che sperimentare ed iniziare a prendere familiarità con la creazione di infinite composizioni.

Ti invitiamo, a tal proposito, a dare un’occhiata alla sezione realizzazioni del nostro sito, nella quale potrai trovare spunti ed idee. 

Se sei incuriosito dai nostri lavori, e se vuoi essere affiancato da noi nella creazione della tua vasca, non esitare a contattarci e a richiederci una consulenza

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