Iwagumi

Cos’è l’Iwagumi

Nella fase di progettazione di un aquascape, sono molte le tecniche e le scelte stilistiche a cui è possibile ispirarsi. Infatti, come ci insegnano i grandi maestri dell’aquascaping, per quanto sia giusto e auspicabile utilizzare la propria creatività e le proprie doti, nella fase di creazione di un allestimento è fondamentale rivolgersi ad alcune regole e ad alcuni capisaldi.

Quando si parla di Iwagumi, ci si riferisce ad uno stile ideato da Takashi Amano, il quale ha iniziato ad utilizzarlo come tecnica di aquascaping nei suoi acquari naturali circa 30 anni fa. Ad oggi, è una delle scelte stilistiche più apprezzate ed utilizzate. L’Iwagumi nasce dalla combinazione di due antiche arti giapponesi:

– il Suiseki, ovvero l’arte giapponese di disporre le pietre facendo prendere loro delle forme che ispirino un senso di longevità, stabilità ed armonia, favorendo la meditazione dell’osservatore;

– il Bonseki, che è l’arte giapponese di creare giardini in miniatura

Nell’Iwagumi, infatti, le rocce sono il fulcro dell’aquascape, la cui forza risiede proprio nelle sensazioni che una composizione ben fatta dovrebbe riuscire a suscitare in chi la osserva. È quindi fondamentale che il loro numero e la loro disposizione rispettino alcune regole fondamentali, che vedremo nel prossimo paragrafo.

Come si realizza un Iwagumi: le 5 regole di Punto Acquario

Osservando la natura, possiamo facilmente renderci conto di quanto essa sia dominata da una serie di regole, ma di come, allo stesso tempo, ogni scorcio e paesaggio sia composto in modo assolutamente casuale.

Potresti pensare quanto tutto ciò sia estremamente contraddittorio e assolutamente impossibile da replicare in uno spazio ristretto come quello di una vasca. Invece, è proprio studiando e rispettando alcune regole, ideate proprio dal maestro Amano, che questo si rende possibile:

  1. In primo luogo, un errore comune è quello di ricercare la simmetria, ricreandola all’interno della nostra composizione. La simmetria, infatti, è un concetto totalmente artificiale, che inevitabilmente elimina il senso di naturalezza di un paesaggio. Molto spesso, semplicemente ruotando o spostando pochi elementi, è possibile conferire al nostro aquascape l’asimmetria necessaria a rendere l’acquario naturale una replica fedele del biotopo che si osserverebbe in natura;
  2. Il numero di rocce utilizzate deve essere sempre dispari, proprio per riprendere il concetto di asimmetria precedentemente analizzato. Inoltre, esse devono essere tutte dello stesso tipo, e preferibilmente devono presentare textures e lavorazioni simili. Infatti, in natura è molto raro trovare in uno spazio ristretto rocce di tanti tipi diversi. Inoltre, questo contribuisce a dare all’intera composizione un senso di continuità;
  3. Così come per la costruzione di qualsiasi altro aquascaping, anche per l’Iwagumi è fondamentale rivolgersi alla regola della sezione aurea. Si tratta di una regola matematica molto complessa, ma che essenzialmente consiste nell’individuazione del punto focale della vasca, nel quale andare a posizionare l’elemento visivamente più importante;
  4. In questo tipo di allestimento, la scelta delle piante è fondamentale: infatti andremo a prediligere piante “a pratino” ed epifite. Le piante a stelo lungo sono da evitare in quanto, crescendo, andrebbero inevitabilmente ad interferire con la composizione creata;
  5. La scelta e la disposizione del fondo sono essenziali: infatti l’Iwagumi è una composizione nella quale è fondamentale creare un fortissimo senso di profondità. Gli unici elementi con i quali possiamo giocare sono proprio le rocce (la cui disposizione sarà analizzata nel prossimo paragrafo) ed il fondo, che, per l’appunto, deve essere disposto in maniera totalmente asimmetrica per creare un senso di prospettiva e movimento.

La disposizione delle rocce nell’Iwagumi

Come abbiamo avuto modo di accennare nel paragrafo precedente, il numero di rocce da utilizzare in questo tipo di allestimento deve essere sempre dispari. Inoltre, per dare un senso di equilibrio e continuità, esse devono appartenere necessariamente allo stesso tipo, condividendo caratteristiche e venature simili tra loro.

Generalmente, le rocce che preferiamo utilizzare per questo tipo di allestimento sono le Seiryu Stone e le Dragon Stone, a causa delle loro forme e trame particolari, ma nulla ci vieta di creare questa composizione con altri tipi di rocce (per maggiori approfondimenti, leggi l’articolo dedicato ai diversi tipi di rocce utilizzare negli aquascaping).

Nell’Iwagumi, la particolarità probabilmente più interessante, è che ogni pietra ha un nome ed una funzione specifica:

  1. L’ Oyaishi, ovvero la pietra principale, è quella che va situata proprio nel punto focale della composizione (regola della sezione aurea). Ovviamente deve essere il “pezzo forte” del nostro aquascape, sia in termini di grandezza rispetto alle altre rocce, che in termini di bellezza e particolarità. È una pietra da scegliere con particolare cura e attenzione, in quanto deve presentare delle caratteristiche che impressionino l’osservatore. Va posizionata in modo inclinato seguendo il flusso dell’acqua che proviene dal filtro, proprio a dare l’idea che sia stata plasmata dall’acqua stessa;
  2. La Fukuishi, chiamata anche pietra secondaria. Deve essere la seconda pietra più grande, e va posta o sulla destra o sulla sinistra dell’Oyaishi. La funzione di questa pietra è quella di creare visivamente “una forza che si oppone” a quella della pietra principale, ecco perché si tende a darle un verso opposto a quello di quest’ultima;
  3. La Soeishi, o terza pietra, che va posta accanto alle precedenti e che ha la funzione di rafforzare la pietra principale, accentuandone la grandezza e l’impatto;
  4. La Suteishi, o pietra sacrificale. Contribuisce a completare la composizione, creando un senso di armonia. Prende questo nome perché generalmente è posta in una posizione che nel corso del tempo la poterà inevitabilmente ad essere sommersa dalle piante;
  5. Le Pietre di Aiuto, ovvero le pietre necessarie a completare la composizione, che possono variare a seconda della dimensione della vasca. Hanno lo scopo di rendere equilibrato e naturale l’hardscape.

Per concludere, un consiglio che ci sentiamo di dare a chi ci segue, che siamo soliti applicare nelle nostre vasche e in quelle dei nostri clienti, è quello di ricercare all’interno della composizione il concetto di casualità e di naturalezza. Un ulteriore accorgimento è proprio quello di non “appoggiare” le rocce sul fondo, in quanto in natura sarebbe abbastanza improbabile assistere ad un fenomeno simile, ma piuttosto quello di dare l’idea che le stesse stiano emergendo dallo stesso: questo significa che è molto utile la tecnica di sotterrare la base delle rocce nelle parti in cui il fondo è più alto.

Per osservare le nostre composizioni, ti invitiamo a visitare la sezione “realizzazioni”, nella quale troverai diversi Iwagumi. Se hai bisogno di consigli, consulenze, o se desideri commissionarci la realizzazione del tuo Iwagumi, contattaci via mail o in live chat tramite whatsapp.

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