L’acqua nell’acquario d’acqua dolce

L’acqua: metodo di costruzione e di gestione dei cambi del proprio acquario

Hai progettato il tuo acquario nei minimi dettagli, hai installato la vasca, il sistema di filtraggio, quello di riscaldamento e l’impianto di illuminazione, hai costruito l’hardscape, ti sei occupato della piantumazione e della costruzione di un impianto di co2. Potrai pensare di aver terminato, o quantomeno di essere in dirittura d’arrivo, e di poter finalmente godere della tua creazione. Ti diamo una notizia: nonostante tu sia indubbiamente a buon punto, esiste un altro importantissimo compito da portare a termine, del quale molto spesso si parla troppo poco o che viene trascurato dai neofiti. Stiamo parlando proprio della scelta e della costruzione dell’acqua.

Ebbene sì, nonostante l’acqua sia proprio l’elemento essenziale del nostro acquario e la parte fondamentale dell’ecosistema che stiamo riproducendo, esiste la credenza errata che, a prescindere da quale useremo per partire, in un modo o nell’altro si avranno buoni risultati. Purtroppo, invece, la realtà è ben diversa.

Iniziamo con il dire che, secondo la nostra esperienza, generalmente sconsigliamo l’utilizzo dell’acqua di rubinetto, sia in forma assoluta che miscelata con acqua osmotica (ovviamente esistono delle eccezioni che vanno però valutate nello specifico). Questo in quanto, nella maggior parte dei casi, all’interno dell’acqua di rubinetto potrebbero essere presenti tracce di metalli pesanti o di sostanze chimiche. Tale problematica sussisterebbe anche nel caso in cui decidessimo di miscelarla con acqua osmotica, unita al fatto che non è sempre semplice creare delle miscele ben bilanciate nelle quali i valori siano perfettamente sotto controllo. Preferiamo sottolineare che si tratta di un parere formulato sulla base delle nostre esperienze e non di una regola ferrea, in quanto nel mondo dell’acquariologia potrai facilmente trovare riscontri completamente diversi in merito. 

Tuttavia, ti assicuriamo che partire con un’acqua qualitativamente perfetta è solo un investimento nel successo della tua vasca.

Quale acqua usare allora? 

Il nostro consiglio è quello di optare per acqua di osmosi con l’aggiunta di sali che ne bilancino alla perfezione KH e GH. 

L’acqua di osmosi è un’acqua privata dei suoi sali mediante appunto un processo di osmosi inversa. Se volessimo misurarne i valori di GH e KH, relativi dunque alla durezza, entrambi sarebbero equivalenti allo 0. Ecco per quale motivo possiamo considerarla come ottimale per partire: infatti, una volta aggiunti i sali, sarà la base perfetta per la costruzione del nostro ecosistema.

Abbiamo due modi per “procurarci” l’acqua di osmosi: acquistarla presso un qualsiasi rivenditore di acquari, oppure realizzare presso la nostra abitazione un piccolo impianto di osmosi inversa. Entrambe queste soluzioni hanno dei vantaggi e degli svantaggi, che analizziamo qui di seguito:

  • Acquisto presso un rivenditore: la comodità è quella, ovviamente, di poter comodamente acquistare dell’acqua già pronta all’utilizzo e di non dover pensare alla manutenzione dell’impianto, che prevede una sostituzione periodica delle membrane e dunque del “lavoro” aggiuntivo, che può risultare oneroso per chi ha già poco tempo. Tuttavia, è bene considerare che, a meno che non ci si fidi ciecamente del rivenditore, sarebbe opportuno effettuare i test dei valori dell’acqua dopo ogni acquisto ed ovviamente prima di introdurla nel nostro acquario: infatti, non avremo la certezza che la manutenzione dell’impianto e dei filtri vengano effettuati sempre con costanza ed attenzione. Immagina che disastro sarebbe aggiungere dei sali ad un’acqua che parte con valori di KH e GH sbilanciati come quelli che si riscontrano generalmente nell’acqua di rubinetto.
  • Realizzazione di un impianto di osmosi inversa presso la propria abitazione: è ovviamente la soluzione migliore in termini di qualità dell’acqua prodotta. Ovviamente, dovremmo porre molta attenzione alla sua manutenzione e al cambio periodico delle membrane. Tuttavia, sebbene in commercio esistano degli impianti già parzialmente assemblati che vanno semplicemente montati su un rubinetto, va detto che non tutti hanno le competenze per poter effettuare un’operazione del genere, o più banalmente lo spazio presso la propria abitazione per poterlo installare.

Quindi, come abbiamo visto, non esiste un metodo migliore in assoluto. Come sempre, ti consigliamo di scegliere quello che fa per te in base alle informazioni che ti abbiamo fornito ed in base alle tue valutazioni personali.

Dall’acqua di osmosi all’acqua perfetta per la propria vasca

A questo punto, il prossimo passo sarà quello di miscelare all’acqua di osmosi i sali per poter poi riempire la nostra vasca.

L’aumento della concentrazione dei sali comporterà un aumento del KH e del GH:

  • Il KH corrisponde alla durezza carbonatica dell’acqua;
  • Il GH, o durezza totale, corrisponde alla concentrazione dei sali di calcio e magnesio

All’interno della vasca tali valori devono avere un rapporto equilibrato tra loro, ed in particolare il GH deve essere superiore al KH, per questo motivo vi consigliamo di ricorrere all’utilizzo di sali che comportino l’innalzamento di entrambi bilanciandone perfettamente le concentrazioni.

A questo punto siamo pronti per riempire la nostra vasca.

Il cambio dell’acqua

Sebbene sia necessario considerare i casi specifici, generalmente preferiamo attendere la maturazione della vasca per effettuare il primo cambio parziale dell’acqua (a meno che non si sia optato per un fondo allofano molto carico).

Dopodiché, per regola si dovrebbe continuare ad effettuare un cambio parziale del 25% dell’acqua su base settimanale. Ovviamente, possono esserci delle variazioni su tale protocollo di manutenzione in base al tipo e alla quantità di fertilizzazione ed in base alle specie e al numero di pesci inseriti.

Prima di effettuare il cambio dell’acqua, riteniamo necessario effettuare i test del KH e del GH, in quanto alcuni fattori, come ad esempio la presenza di un fondo allofano o di rocce calcaree, potrebbero apportare delle modifiche ai loro valori. In base ai risultati ottenuti, potrai capire come regolarti con le quantità dei sali da aggiungere: se i valori saranno rimasti uguali a quelli che hai creato con il cambio precedente, dovrai produrre un’acqua esattamente uguale; al contrario, se avranno subito delle variazioni, potrai aggiustarli aumentando o diminuendo la concentrazione dei sali nell’acqua da immettere.

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