Le Caridine

Introduzione

Le Caridine e le Neocaridine, conosciute più comunemente come “gamberetti d’acqua dolce”, sono dei piccoli artropodi che popolano i corsi d’acqua del Sud Est Asiatico. Tuttavia, in natura, questi affascinanti esserini non presentano colorazioni particolarmente sgargianti come quelli che siamo abituati a vedere all’interno dei nostri acquari, in quanto ovviamente risulterebbero troppo visibili e diverrebbero facile preda di pesci ed anfibi. 

Nel corso degli anni un numero sempre crescente di allevatori ed amatori ha selezionato un’immensa varietà di colori e pattern incredibili. Ad oggi le varietà esistenti sono davvero tante, alcune delle quali si trovano molto comunemente all’interno dei negozi di acquari, mentre altre, più rare e decisamente più costose, appartengono solo ad un mercato di nicchia.

Se hai trovato questo articolo, è perché tu, come molti altri, affascinato da queste piccole creature, ti chiedi se sarebbe possibile introdurle nel tuo acquario o, addirittura, come fare per allestire una vasca completamente dedicata a loro. Sappi che, con le giuste indicazioni, sarà possibile fare entrambe le cose.

Noi di Punto Acquario ci sentiamo di darti un importante ammonimento prima di continuare con la lettura dell’articolo: l’allevamento di Caridine crea dipendenza! Infatti, è molto difficile esprimere a parole cosa si prova nell’osservare come in poco tempo si possano formare comunità così numerose partendo con un numero ristretto di esemplari. Ovviamente, esiste anche un rovescio della medaglia: sono animali estremamente delicati, e trascurare anche un piccolissimo dettaglio può precludere completamente un buon risultato. 

Caridine “facili” e caridine “difficili”

Il nostro scopo, in tale sede, non è quello di elencare e catalogare le numerosissime varietà di Caridine esistenti. Infatti, in questo caso, ci limiteremo a suddividerle in base alla difficoltà del loro allevamento.

Possiamo essenzialmente distinguerle in tre categorie, che vanno dalla più facile alla più complessa:

  1. Caridina Japonica o Multidentata: introdotta per la prima volta dal maestro Takashi Amano nei suoi plantacquari, questa caridina non viene tanto apprezzata per il suo colore, quanto per la sua estrema resistenza alle condizioni più svariate, per la sua fama di mangiatrice di alghe e per essere l’unica caridina adatta agli acquari di comunità. Unico neo di questa versatile specie è la quasi impossibilità di riprodurla all’interno delle nostre vasche, in quanto, a differenza di tutte le altre Caridine e Neocaridine, la schiusa e lo sviluppo delle sue larve deve avvenire in acqua salmastra.
  1. Neocaridine Davidi (o Heteropoda): sono sicuramente i gamberetti più facili da allevare e riprodurre, in quanto, essendo molto robusti e docili, si adattano a valori e condizioni ambientali molto diversi tra loro. Sono perfette per i principianti proprio perché “perdonano” qualche piccolo errore di gestione della vasca, lasciando tempo e modo per recuperare e riportare l’habitat creato nelle condizioni ottimali per la crescita della comunità. Tra le più note in commercio troviamo le Blue Dream, le Bloody Mary, le Red Cherry, le Red Sakura, le Yellow e le Green Jade. In linea generale, i valori dell’acqua in cui allevarle devono essere i seguenti: PH 6.5-8 GH 7-12 KH 5-8
  1. Caridine Cantonensis: rispetto alle precedenti, le caridine che appartengono a questa categoria sono decisamente più delicate ed esigenti, e richiedono una particolare attenzione sia all’allestimento che ai valori chimico-fisici dell’acqua. In particolare, esse non tollerano durezze eccessive e livelli alcalini di PH. Per questo motivo, in fase di allestimento della vasca è fortemente consigliato ricorrere ad un fondo allofano, che ha la funzione fondamentale di mantenere un livello di KH prossimo allo 0, garantendo allo stesso tempo un PH stabile per via del suo effetto tampone. Le caridine Cantonensis hanno la particolarità di presentare colori estremamente variegati e pattern decisamente non comuni. I valori ideali dell’acqua in cui allevarle sono i seguenti: PH 6.5 – 7 GH 4-6 KH 0-3


Allestire il caridinaio

Allestire un caridinaio può sembrare semplice, ma sono moltissime le variabili da considerare e spesso sono proprio i dettagli, che inevitabilmente sfuggono ad un occhio inesperto, a costituire i motivi del fallimento del progetto.

Punto Acquario è specializzato nell’allestimento di caridinai, nella gestione dei valori dell’acqua e nell’allevamento di Caridine e Neocaridine grazie alla sua esperienza decennale nel settore. Visita la sezione realizzazioni per osservare alcune delle nostre vasche in cui abbiamo riscontrato un grande successo.

Qui di seguito rispondiamo ad alcune delle domande più frequenti che ci vengono poste dai nostri clienti:

  1. Con quali piante e arredi posso progettare un caridinaio?

Il caridinaio è un tipo di vasca che non pone nell’allestimento e nell’aquascape il suo punto di forza. Questo non vuol dire che dobbiamo necessariamente rinunciare al lato estetico, ma che quest’ultimo deve essere perfettamente in armonia con il lato funzionale della vasca. 

Ad esempio, per una colonia di caridine, destinata a riprodursi molte volte e a generare in continuazione baby-caridine quasi invisibili all’occhio umano, è impensabile allestire una vasca riempiendola con piante a crescita veloce (in quanto sarebbe molto complesso effettuare le potature) e che necessitino di una forte fertilizzazione (controindicata nell’allevamento di caridine). Ecco perché, nel caso in cui si volesse realizzare un plantacquario ricco di tali specie di piante, sarebbe più opportuno o addirittura consigliabile introdurre caridine Japonica.

Il consiglio che diamo è quello di puntare su un allestimento semplice, nel quale le piante facciano da sfondo a zone prive di nascondigli nelle quali poter somministrare cibo, così da poter ammirare l’intera colonia durante il momento del pasto. Attenzione però: ricordiamoci che non tutte le piante possono essere utilizzate.

2) A che temperatura devo tenere le caridine?

In linea generale la temperatura ideale deve oscillare tra i 20 e i 24 °C. Le Davidi tollerano meglio le temperature leggermente più alte, che invece possono essere molto dannose per le Cantonensis, in quanto soffrono la minore quantità di ossigeno presente in acqua troppo calda. Ovviamente, a seconda dell’esemplare scelto, si procederà all’adeguamento della temperatura che più si avvicina alle sue esigenze.

3) Quale sistema di filtraggio devo utilizzare con le caridine?

Il sistema di filtraggio più utilizzato nell’allevamento di Caridine è quello composto da un filtro ad aria mono-spugna o bi-spugna. È un metodo particolarmente comodo in quanto, oltre a costituire un filtraggio molto morbido e delicato, azzera totalmente il rischio di aspirazione degli esemplari più piccoli e si presta ad essere utilizzato in serie all’interno di allevamenti con molte vasche.

Secondo la nostra esperienza, tuttavia, a seconda delle dimensioni della vasca, sono degni di nota anche i filtri esterni; infatti, prevedendo ovviamente un’adeguata schermatura delle griglie presenti sul tubo d’aspirazione, questi ultimi hanno il vantaggio di avere una maggiore capacità di materiale filtrante sia biologico che meccanico, garantendo un equilibrio batterico ed una pulizia dell’acqua nettamente superiori rispetto a quelli che avremmo con altri sistemi di filtraggio.

4)Come va progettata l’illuminazione del caridinaio?

Sono molte le informazioni che circolano circa l’intensità dell’illuminazione che va prevista per un caridinaio. Infatti, c’è chi sostiene che, essendo le caridine animali tendenzialmente timidi, un’illuminazione troppo intensa possa portarle a rimanere nascoste per la maggior parte del tempo. Al contrario, recentemente è stato osservato che una maggiore irradiazione luminosa all’interno delle vasche migliori notevolmente la salute generale degli esemplari, fortificandone l’esoscheletro. Quindi, pur essendo le caridine e le neocaridine molto adattabili in termini di illuminazione, bisogna comunque tener conto che un’illuminazione intensa può solo che migliorare le condizioni dell’animale.

5) Quanti esemplari posso introdurre all’avvio di un caridinaio?

In questo caso, vige la regola del buon senso: non bisogna sovraffollare la vasca. Inoltre, quando si sceglie un esemplare, bisogna tener conto delle caratteristiche della riproduzione delle singole specie, in quanto alcune sono molto più prolifiche di altre.

6)Posso inserire le caridine in un acquario già avviato con pesci?

Ad eccezione delle Japonica, assolutamente no. 

La riproduzione delle caridine

È sicuramente l’aspetto più affascinante e suggestivo dell’allevamento di questo animale.

Innanzitutto, è bene ricordare che le caridine hanno un evidente dimorfismo sessuale: in linea di massima le femmine sono nettamente più grandi dei maschi, spesso il loro colore è più intenso e compatto e presentano un addome più pronunciato. 

Inoltre, una volta fecondate le uova, la sacca ovarica presente sul dorso si sposta tra i pleopodi (sotto l’addome). Dopo questa fase, la femmina continuerà ad ossigenare le uova fino alla loro schiusa che, a seconda della temperatura dell’acqua, avverrà circa 3 o 4 settimane dopo.

Il problema riscontrato più frequentemente da chi alleva caridine e neocaridine, escludendo morie improvvise della colonia, è proprio l’assoluta mancanza di riproduzione in vasca.

Nella nostra lunga esperienza possiamo dirti con certezza che dietro queste problematiche si nasconde sempre una causa che spesso risiede in dettagli che un neofita non riesce ad individuare.

Riflessioni finali

Siamo arrivati alla fine di questo articolo riguardante il come allestire un caridinaio. Come avrai capito, la difficoltà di questo tipo di acquario è molto variabile a seconda della scelta della specie. 

Soprattutto, per quanto sia oggi possibile reperire moltissime informazioni che possano sicuramente darti delle basi per partire, ricordati che le caridine sono un animale delicatissimo, che risente in maniera molto forte anche dei più piccoli cambiamenti che avvengono all’interno della vasca.

Se hai bisogno di consigli, supporto o, perché no, di un aiuto concreto nell’allestimento di un caridinaio, richiedici una consulenza o un preventivo gratuito. Saremmo felici di aiutarti nella realizzazione di un caridinaio che ti assicuriamo ti porterà grandissime soddisfazioni!

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