Le piante

La scelta delle piante nell’acquario d’acqua dolce

Nell’acquario d’acqua dolce, le piante costituiscono probabilmente il cuore dell’allestimento. Assieme ai pesci, infatti, esse saranno proprio gli abitanti della nostra vasca, l’elemento che con il passare del tempo osserveremo crescere e modificarsi e del quale, dunque, dovremo prenderci maggiore cura.

Se hai mai avuto modo di confrontarti con un acquario naturale e dunque con la vegetazione da introdurvi, ti sarai sicuramente reso conto di quanto sia vasto il panorama delle piante esistenti e di quanto diverse siano le loro caratteristiche: per un neofita, muoversi in questo ambito diventa impossibile senza una guida. Sappiamo benissimo, infatti, che nel caso in cui non si abbiano competenze in materia, la scelta delle piante si basa solo ed esclusivamente sul proprio gusto estetico e sull’impatto visivo che esse hanno sull’osservatore: ti assicuriamo che questo è il motivo principale del fallimento della maggior parte dei plantacquari.

Infatti, prima ancora che del loro aspetto esteriore, dovrai preoccuparti di quali sono le condizioni richieste da quella specifica pianta, quale è il livello di difficoltà della sua coltivazione in acquario, in che modo e con quale velocità essa crescerà in vasca e, infine, se è compatibile con le condizioni e i pesci presenti o che si ha intenzione di inserire. 

In questo articolo ci occuperemo di illustrarti come si progetta la scelta delle piante, soffermandoci sulla differenza tra “piante facili” e “piante difficili”, e quindi sui criteri per la loro introduzione in vasca in base a tale categorizzazione.

Inoltre, parleremo delle forme in cui esse si presentano in commercio, illustrandone le principali tecniche di piantumazione.

Come scegliere le piante dell’acquario naturale

Come accennato nel paragrafo precedente, è molto comune sentir categorizzare una determinata pianta in base al suo livello di difficoltà. Addirittura, le stesse aziende che commercializzano piante per gli acquari, hanno l’abitudine di indicare sulle etichette se siano adatte a tutti o solo ad utenti esperti.

Noi, in tale sede, più che di livello di difficoltà, preferiamo parlare di maggiore o minore esigenza. Infatti, per quella che è la nostra esperienza, mantenere piante sane ed in salute e farle crescere rigogliosamente dovrebbe essere l’obiettivo di ognuno: in quest’ottica, ogni pianta può diventare particolarmente impegnativa.

Molto spesso, il livello di difficoltà indicato dai rivenditori corrisponde semplicemente alla capacità che un neofita ha o meno di far sopravvivere quella determinata pianta. In quest’ottica, le piante considerate “difficili”, sono quelle che non sopravvivono proprio in assenza di certe condizioni, come ad esempio una forte illuminazione o un’importante erogazione di co2, mentre quelle “facili” sono quelle che possono vivere anche in assenza di tali prerogative. 

Tuttavia, ti assicuriamo che riuscire a far sopravvivere una pianta o, al contrario, farla esplodere di salute, facendola andare in “pearling” (ovvero farle effettuare la fotosintesi) e portandola crescere a dismisura, sono due cose ben diverse. Chiunque si avvicini a questo settore, secondo noi, dovrebbe mirare proprio a questo risultato. Per far ciò, è necessario considerare ogni pianta come esigente, differenziandole tra loro solo in base al grado di resistenza a qualche piccolo errore di gestione.

In secondo luogo, dobbiamo suddividere le piante in base alla velocità con cui crescono:

  • Piante a crescita lenta: ad esempio le Anubias, sono piante che, crescendo lentamente, hanno meno esigenze in termini di fertilizzazione, luce e co2. Tuttavia, abbiamo sperimentato nelle nostre vasche che, sebbene siano piante molto adattabili e ch e dunque difficilmente muoiano in assenza di determinate condizioni, se inserite in vasche in cui invece le stesse vengono loro fornite, la differenza in termini di crescita e salute è decisamente apprezzabile. Approfondiremo tale tematica in un futuro articolo dedicato alle Bucephalandre (spesso accostate alle Anubias perché facenti parte della stessa famiglia), considerate erroneamente piante facili, proprio a causa della loro crescita non molto veloce.
  • Piante a crescita rapida: ad esempio il Ceratophyllum, le varie galleggianti o la Hygrophila Pinnatifida, al contrario, come dice il nome, sono piante che crescono ad una velocità incredibile. Per questo motivo, richiedono un’attività costante di potatura e manutenzione. È utilissimo introdurle in vasca in quanto, crescendo così velocemente ed essendo ghiotte di sostante nutrienti, sottraggono le stesse alle alghe che potrebbero insorgere in vasca. 

Ogni pianta ha una propria modalità di crescita: esistono infatti piante a stelo (che crescono principalmente in verticale), epifite (che non necessitano di fondo e che infatti radicano sugli arredi), muschi e pratini (che tendono ad espandersi rapidamente tappezzando le varie superfici) ed infine piante a rosetta (che man mano che crescono si allargano in modo circolare, sviluppandosi orizzontalmente). Conoscere la pianta e come essa crescerà è fondamentale per progettare un acquario, in quanto, ovviamente, dovremmo avere la capacità di evitare che le piante si sommergano a vicenda. Inoltre, a seconda della sezione della vasca, dovremmo dividere le piante in base alla propria modalità di crescita tra piante da primo piano, piante centrali e piante da sfondo.

Acquisto delle piante e introduzione in vasca

Il nostro consiglio è sicuramente quello di far rientrare la scelta delle piante nella fase di progettazione iniziale.

Tuttavia, prima di acquistarle, sarebbe necessario occuparsi della realizzazione dell’hardscape e dell’installazione di tutti i componenti della vasca. Infatti, in questo modo, non solo avremo un’idea più precisa delle quantità e qualità da inserire, ma, una volta effettuato l’acquisto, sarà possibile introdurle velocemente in acquario.

In commercio, è possibile trovare le piante sia in vasetto che in cup. Prima dell’inserimento, un’operazione importantissima da effettuare con attenzione maniacale è quella di eliminare tutto il grodan e il gel nei quali sono fissate le radici: lasciarne anche solo una piccola quantità può provocare infatti delle intossicazioni ai pesci e risultare letale per i crostacei.

Terminato tale compito, potremo occuparci della piantumazione vera e propria. Generalmente, sarebbe bene suddividere il contenuto di ogni vasetto o cup in porzioni più piccole. A seconda del tipo di pianta, dovremo procedere in modo diverso. Ad esempio, per quanto riguarda le piante epifite o i muschi, sarà possibile procedere al loro fissaggio tramite filo di nylon o mediante colla a base di cianoacrilato, mentre per le piante a stelo o che radicano a terra, dovremo munirci di pinze da aquascaping ed interrarle nel fondo.

Conclusioni

La salute delle piante, all’interno del tuo acquario, si ripercuoterà positivamente su tutto l’ecosistema creato. Gli stessi pesci, infatti, non faranno che beneficiare dell’azione delle stesse.

Ciò che distingue un occhio esperto da quello di un neofita è la capacità di saper riconoscere uno squilibrio presente in vasca solamente osservando le piante. Infatti, queste ultime, attraverso dei piccoli segnali, hanno la capacità di comunicare importantissimi messaggi, come ad esempio una carenza o un eccesso di un nutriente.

La gestione delle piante nell’acquario naturale è forse uno dei compiti più ardui con cui confrontarsi. Per questo motivo la nostra attività di consulenza è rivolta in primo luogo a tutti coloro che hanno provato ad introdurle ma che purtroppo non sono riusciti ad avere dei risultati soddisfacenti. Contattaci se desideri avere maggiori informazioni.

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